La Protezione Templare sui Percorsi verso la Terrasanta
Nel cuore del Medioevo cristiano, quando le grandi vie di pellegrinaggio attraversavano foreste oscure, passi montani, terre di guerra e regioni dominate dall’incertezza, sorse una delle più straordinarie reti di protezione mai create in Europa: quella delle Mansio Templi.
Le Magioni Templari, le Commende e le Case dell’Ordine del Tempio costituivano un sistema capillare di assistenza, sicurezza e amministrazione distribuito lungo i percorsi che conducevano a Roma, Santiago e soprattutto verso la Terrasanta.
Da Canterbury sino a Brindisi, dai porti francesi alle coste del Levante, il pellegrino poteva riconoscere il segno della Croce patente sulle torri, sulle cappelle, sulle stalle e sugli ospizi del Tempio.
Là dove terminava la sicurezza del mondo, iniziava la protezione templare.
Le antiche strade percorse dai pellegrini non erano semplici itinerari commerciali.
Esse rappresentavano un cammino spirituale, un’ascesa dell’anima verso i luoghi santi della Cristianità.
Fra tutte le direttrici medievali, la Via Francigena divenne la più importante arteria di collegamento tra il Nord Europa e il Mediterraneo.
Attraversando Inghilterra, Francia, Svizzera e Italia, conduceva sino ai porti pugliesi da cui partivano le navi dirette verso Gerusalemme.
Lungo questi percorsi sorsero:
Ogni Mansio Templi era un presidio della Cristianità.
Le Mansiones Templi non erano soltanto luoghi di sosta.
Esse rappresentavano nodi strategici di un’organizzazione straordinariamente moderna, capace di unire:
Nelle grandi Commende il viandante trovava:
Molte di queste case possedevano:
Esse costituivano una vera rete internazionale protetta dal sigillo del Tempio.
Fra le più grandi innovazioni dell’Ordine del Tempio vi fu la creazione di un sistema fiduciario che avrebbe anticipato le moderne strutture bancarie europee.
Prima di partire verso Roma o Gerusalemme, pellegrini, mercanti e nobili potevano affidare denaro, beni o proprietà alle Case del Tempio della loro regione.
In cambio ricevevano una lettera di credito templare, talvolta chiamata foglio di vettura, sigillata e riconosciuta nelle Magioni disseminate lungo le grandi vie sacre.
Grazie a tale sistema il pellegrino poteva viaggiare senza trasportare grandi quantità di denaro, riducendo enormemente il rischio di furti e assalti.
Presso le Commende del Tempio egli poteva:
Il Tempio aveva così creato una rete economica internazionale fondata sull’onore, sulla disciplina e sulla fiducia.
La sicurezza dei pellegrini e dei beni custoditi nelle Magioni non dipendeva soltanto dalle armi dei Cavalieri.
Secondo la Tradizione dell’Ordine, i Templari utilizzavano anche un sistema di criptazione riservato, fondato su un particolare alfabeto segreto impiegato per documenti, lettere di credito, identificazioni e comunicazioni interne.
Tale scrittura consentiva di proteggere:
La tradizione dell’Ordine riferisce inoltre dell’esistenza di uno speciale strumento di decifrazione, una sorta di “decriptatore templare”, del quale sarebbe sopravvissuto un unico esemplare rinvenuto nel XVIII secolo nei territori dell’antica Bulgaria.
Questo oggetto, tramandato di Gran Maestro in Gran Maestro, viene custodito quale simbolo della continuità storica e della sapienza amministrativa del Tempio, ed è stato mostrato nel tempo durante conferenze, esposizioni e incontri dedicati alla Tradizione Templare.
Le Magioni Templari non furono soltanto fortezze o monasteri.
Esse divennero il cuore pulsante di una nuova concezione dell’Europa:
Nelle loro sale passarono:
E lungo quelle stesse strade il Tempio costruì non soltanto percorsi verso Gerusalemme, ma una vera civiltà spirituale europea.
Ancora oggi, lungo la Via Francigena e le antiche strade verso la Terrasanta, rimangono tracce delle Mansiones Templi:
Silenziose testimonianze di un Ordine che seppe unire: la spada e la preghiera, la custodia e la carità, la disciplina e il mistero.
E attraverso le Magioni del Tempio, il pellegrino medievale non trovava soltanto riparo per il corpo.
Trovava una strada custodita verso Gerusalemme.
✠ Non nobis Domine, non nobis,
sed Nomini Tuo da gloriam ✠