Allocuzione Maggio 2026 del Gran Maestro – Guerre dell’Oro, del Potere e del Fanatismo Armato

Terre d’Europa – 10 Maggio 2026 a.D.
✠ 923 dalla Fondazione dell’Ordine ✠

Anno dell’Ordine (a.O.) calcolato secondo il computo storico aggiornato, fondato su evidenze documentali che collocano l’origine dell’Ordine in data antecedente alla tradizionale fondazione.

All’Ordine, ai Fratelli tutti, ed a coloro che ancora cercano discernimento nel fragore del mondo.

Vi sono guerre che devastano città con il fuoco e con il ferro. Ed altre, ancor più insidiose, che consumano lentamente i popoli senza che essi ne comprendano immediatamente la portata.

Il nostro tempo conosce entrambe.

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Le guerre economiche si combattono oggi con mercati, debiti, speculazioni, controllo delle risorse, dipendenze energetiche e dominio finanziario.

Intere nazioni vengono indebolite non soltanto dalle armi, ma dall’usura del potere economico, dalla distruzione del lavoro, dalla manipolazione delle monete e dalla subordinazione delle economie reali agli interessi di pochi centri dominanti.

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Accanto ad esse avanzano le guerre del potere.

Uomini e governi parlano di pace mentre preparano influenza, controllo, ricatto e dominio geopolitico.

Si stringono alleanze non per fratellanza, ma per convenienza.

Si proclamano valori universali mentre si perseguono interessi particolari.

Ed i popoli, spesso ignari, diventano strumenti di strategie che li superano.

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Ma ancor più dolorose sono le guerre generate dal fanatismo armato.

Quando la fede viene trasformata in odio, quando Dio viene invocato per giustificare massacri, terrore e sottomissione, l’uomo precipita nuovamente nella barbarie.

Nessuna religione autentica può fondarsi sull’assassinio degli innocenti o sulla distruzione della dignità umana.

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Il Tempio osserva con preoccupazione un mondo nel quale l’equilibrio sembra smarrito.

L’avidità alimenta conflitti.
La sete di dominio genera instabilità.
Il fanatismo sfrutta disperazione e ignoranza.

Ed in mezzo a tutto questo, i popoli soffrono.

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Il cavaliere non deve lasciarsi trascinare né dall’odio cieco né dall’indifferenza.

Egli è chiamato a custodire discernimento, giustizia e forza morale.

Poiché nessuna civiltà sopravvive a lungo se perde il senso della misura, della verità e della responsabilità.

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Che Dio illumini coloro che governano.

Che protegga gli innocenti travolti dalle guerre degli uomini.

E che il Tempio continui a ricordare che la vera forza non nasce dalla distruzione, ma dalla custodia dell’ordine, della dignità e della pace giusta.

Il Gran Maestro
Non nobis Domine, non nobis, sed Nomini tuo da Gloriam
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