Allocuzione del 01 Giugno | O.S.M.T.J.

✠ Allocuzione del 01 Giugno ✠

Sulla crisi morale e civile dell’Italia contemporanea

Fratelli, Signore e Signori,

vi è una malattia più pericolosa della crisi economica, più devastante della violenza delle piazze e più subdola della propaganda: l’abulia morale di un popolo che ha smesso di reagire.

L’Italia, culla di civiltà, di diritto e di cultura, appare oggi stanca, disorientata, quasi rassegnata a vedere la propria dignità quotidianamente umiliata da fanatici autentici e da dementi artificiali, costruiti e amplificati da un sistema mediatico incapace di distinguere il coraggio dalla provocazione e la libertà dalla dissoluzione.

Viviamo un tempo nel quale pochi individui riescono a tenere in ostaggio un’intera nazione, sfruttando paura, tolleranza cieca e confusione ideologica.

Terroristi veri, che colpiscono nel nome dell’odio, trovano spesso un clima culturale esitante, quasi timoroso di pronunciare parole chiare.

Accanto ad essi prosperano i professionisti del caos, i provocatori senza valore, trasformati in protagonisti da opinionisti che inseguono scandalo e audience invece della verità.

La giustizia stessa, agli occhi di molti cittadini, sembra talvolta piegarsi ad una interpretazione debole della realtà, dove la severità verso chi difende ordine e identità convive con una sorprendente indulgenza verso chi semina violenza, disprezzo e destabilizzazione.

Questo genera sfiducia, amarezza e un silenzio sempre più pesante nelle famiglie italiane.

Ma la rassegnazione è il primo passo verso la decadenza definitiva.

Un popolo che rinuncia alla propria voce perde lentamente anche la propria libertà.

Occorre ritrovare il senso della responsabilità collettiva, del rispetto delle istituzioni, della fermezza morale e del coraggio civile.

Non servono odio o vendetta, bensì lucidità, disciplina e volontà di difendere i valori che hanno costruito la nostra storia.

L’Italia non può sopravvivere se continua a dormire mentre altri decidono il suo destino.

“non nobis Domine, non nobis, sed Nomini Tuo da gloriam”
✠ O.S.M.T.J. ✠