Anno dell'Ordine (a.O.) calcolato secondo il computo storico aggiornato, fondato su evidenze documentali che collocano l'origine dell'Ordine in data antecedente alla tradizionale fondazione.
All'Ordine, ai Fratelli tutti, ed a coloro che ancora credono che la civiltà sia un dovere e non un accidente della storia.
Vi sono epoche nelle quali i popoli si muovono come acque dopo la tempesta.
Le guerre, la fame, la dissoluzione degli Stati, il fanatismo, la miseria e l'avidità di molti potenti sospingono moltitudini verso le terre ove ancora sopravvivono ordine, pane, legge e pace.
L'Europa, figlia di Roma, del Cristianesimo, dei monasteri, delle Università e del sacrificio di generazioni intere, ha aperto le proprie porte.
Lo ha fatto non per debolezza, ma per pietà.
Non per paura del giudizio altrui, ma per antica coscienza morale.
Eppure, Fratelli, vi è una differenza sottile ma fondamentale tra l'accogliere e il dissolversi.
Il Tempio insegna che la misericordia senza discernimento diviene disordine.
La carità senza prudenza genera caos.
La tolleranza senza identità conduce al silenzioso suicidio delle civiltà.
Noi non siamo chiamati all'odio. Non siamo chiamati alla crudeltà. Non siamo chiamati alla persecuzione.
Ma nemmeno siamo chiamati alla cecità.
Ogni uomo accolto deve comprendere che esiste una casa che lo riceve.
E chi entra in una casa deve rispettarne la lingua, le leggi, i simboli, le donne, la fede, la memoria e l’ordine.
Non è umiliazione. È civiltà.
Molti arrivano disperati. Ed a costoro si deve offrire soccorso.
Ma altri giungono pretendendo, accusando, imponendo, disprezzando ciò che pure li ha salvati.
E questo non può essere ignorato.
Un’Europa che dimentichi sé stessa non salverà nessuno.
Poiché una civiltà che rinnega le proprie radici non accoglie: si consuma.
Il Tempio ricorda dunque ai Fratelli che la vera forza non consiste nel chiudere il cuore, ma nel custodire la propria identità senza odio e senza paura.
Che Dio custodisca l’Europa.
Che Dio illumini coloro che governano.
E che i popoli ritrovino misura, responsabilità e rispetto reciproco.